Il "Ragionier Fantozzi" di turno colpisce ancora (anzi, ci ha provato!)
Come il classico saputello ha tentato il colpaccio ai danni del professionista... e si è incastrato con le sue stesse mani.
Nel lavoro quotidiano di uno studio tecnico con 40 anni di esperienza, capita di incontrare committenti che confondono la pignoleria con la furbizia. Esigono il massimo rigore formale dagli altri, salvo poi muoversi nell'ombra dell'irregolarità. Questo caso studio (con nomi di fantasia) dimostra come la conoscenza profonda delle procedure legali, contrattuali e fiscali sia la migliore difesa per un professionista.
Vi raccontiamo la storia del Rag. Fantozzi e di come un tentativo di "traccheggio" si sia trasformato in un perfetto boomerang burocratico.
L'Incarico iniziale: La firma "fantasma"
Il Rag. Fantozzi contatta lo studio per una perizia tecnica di parte relativa a un immobile di famiglia. Il preventivo viene emesso regolarmente a nome dei reali committenti, ma al momento della sottoscrizione, è il Rag. Fantozzi a firmare di suo pugno, senza presentare alcuna delega o procura legale.
Il professionista, per andare incontro alle esigenze di budget del cliente e stringere i tempi, attiva il protocollo ufficiale di Teleperizia a distanza (un rilievo video live guidato in tempo reale dal tecnico che agisce come regista). La perizia viene così redatta e giurata regolarmente presso il Tribunale.
Da qui, inizia il carteggio.
Il Botta e Risposta (Cronistoria di una disfatta)
Atto I: Il Rag. Fantozzi prova a rifare i conti dello Stato
Rag. Fantozzi: «Egregio Geometra, la matematica non quadra. Lei ha chiesto 500 € oltre accessori e spese. Io ho già fatto dei bonifici parziali. Ora voglio che mi scali tutto dal saldo della fattura n. 18, altrimenti secondo me la vostra contabilità è errata!»
La replica dello Studio: Il muro della Legge
Il Professionista: «Egregio Rag. Fantozzi, mettiamo i puntini sulle "i". In primo luogo, il preventivo è intestato a terzi ma firmato da lei: firmare a nome di altri senza procura è un atto illegittimo (Art. 494 c.p., Sostituzione di persona). In secondo luogo, i conti si fanno con il fisco: l'onorario genera IVA e Cassa Geometri come da Fattura n. 18, mentre le altre somme coprono le spese vive anticipate per i bolli del Tribunale (Art. 15 DPR 633/72). I soldi non si contano due volte per fare uno sconto arbitrario. Pertanto, la fattura è perfetta e mancano ancora 100 € al saldo. Finché la posizione non è estinta, la perizia resta ferma in archivio.»
Atto II: Lo sfogo d'orgoglio e il saldo forzato
Il Rag. Fantozzi capisce che il bluff sulla firma è scoperto e che il professionista non cede di un millimetro. Tenta un ultimo guizzo di boria via mail, ma è costretto a cedere e a far versare gli ultimi 100 € per sbloccare la pratica.
Rag. Fantozzi: «In data odierna vi ho fatto rimettere euro 100 in conformità alla vostra richiesta e resto in attesa di ricevere il plico in originale!»
Atto III: Il colpo di grazia burocratico (La Manleva e il Comune)
Il cliente ha pagato fino all'ultimo centesimo pur di avere la perizia. Pensa di aver vinto la sua battaglia personale, ma le regole della legalità formale, tanto evocate, ora si applicano per davvero. Il professionista congela la spedizione e risponde così:
Il Professionista: «Confermo il saldo contabile. Tuttavia, poiché l'incarico iniziale reca una sottoscrizione non conforme (la sua), per poter procedere alla spedizione del plico originale è indispensabile regolarizzare la titolarità legale e l'accettazione dell'opera. In allegato trasmetto la Scrittura Privata di Ratifica, Accettazione Opera e Manleva. In questo documento, i legittimi committenti devono dichiarare di aver scelto e concordato la procedura di Teleperizia a distanza erogata dallo studio, esonerando il tecnico da ogni responsabilità sul sopralluogo. Inoltre, per certificare la reale identità, le firme sul modulo dovranno essere obbligatoriamente autenticate presso l'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza. In mancanza del modulo comunale, il plico non parte.»
Lezione appresa (Conclusioni per i navigatori del web)
Il Rag. Fantozzi voleva fare il "saputello" dei conti e della burocrazia. Ha cercato di forzare la mano a uno studio professionale e di gestire una pratica calpestando le regole basilari del diritto privato.
Il risultato finale?
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Ha dovuto pagare l'intera tariffa professionale fino all'ultimo centesimo, senza lo "sconto" che sperava di inventarsi con il gioco dei bonifici.
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Ha dovuto blindare il professionista firmando una manleva totale e tombale che azzera qualsiasi sua futura minaccia di azione legale.
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Ha costretto i suoi stessi familiari a fare la fila al Comune per rimediare alle sue firme non autorizzate.
Morale della favola: Quando vi rivolgete a uno studio professionale, fidatevi delle procedure tecniche e legali. Chi cerca di aggirare la norma convinto di saperne di più, finisce sempre legato mani e piedi dalle sue stesse azioni.
