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Bonus Casa 2026: le nuove opportunità per ristrutturare, efficientare e investire nel settore immobiliare

Nel 2026 il settore edilizio continua a essere sostenuto da un insieme di misure fiscali e incentivi che puntano a favorire la riqualificazione del patrimonio immobiliare, la sicurezza strutturale e il rilancio del mercato delle compravendite e delle locazioni. Le agevolazioni oggi disponibili rappresentano un’opportunità concreta per famiglie, imprese e investitori che intendono intervenire su immobili esistenti o acquistare nuove abitazioni ad alta efficienza energetica.

 

Detrazioni per ristrutturazioni edilizie

Il Bonus Ristrutturazioni rimane attivo con una detrazione del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, fino a un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

 

Ecobonus per il risparmio energetico

Confermato anche l’Ecobonus, che consente di detrarre dal 50% al 65% delle spese per interventi di efficientamento energetico, tra cui:

  • sostituzione infissi

  • installazione di caldaie ad alta efficienza

  • coibentazioni e cappotti termici

  • pannelli solari termici

Gli interventi devono rispettare i requisiti tecnici previsti dalle normative vigenti.

 

Sismabonus 2026

Resta attivo il Sismabonus, con detrazioni dal 50% all’85% in base alla riduzione del rischio sismico ottenuta. È applicabile a edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 e rappresenta una delle misure più importanti per la sicurezza del patrimonio edilizio.

 

Bonus Barriere Architettoniche

Confermato anche nel 2026 il Bonus Barriere 75%, dedicato agli interventi che migliorano l’accessibilità degli edifici:

  • ascensori

  • servoscala

  • rampe

  • adeguamenti interni ed esterni

È uno dei bonus più utilizzati grazie alla sua ampia applicabilità.

 

Incentivi per l’acquisto di immobili efficienti

Prosegue il sostegno all’acquisto di immobili nuovi o completamente ristrutturati, con prestazioni energetiche in classe A o B. Sono previste agevolazioni fiscali e riduzioni delle imposte indirette, con l’obiettivo di favorire un mercato immobiliare più moderno, sicuro e sostenibile.

 

Agevolazioni per locazioni a canone concordato

Per chi acquista un immobile da destinare alla locazione a canone concordato, sono previste:

  • aliquote ridotte della cedolare secca

  • agevolazioni IMU e TASI

  • incentivi per la rigenerazione urbana

Queste misure puntano a rilanciare il mercato degli affitti e a favorire l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati.

 

Obiettivo del Governo: rilanciare edilizia e mercato immobiliare

Le misure attualmente in vigore confermano la volontà di sostenere il settore delle costruzioni, incentivare la riqualificazione energetica e sismica degli edifici e stimolare gli investimenti immobiliari. Il pacchetto di agevolazioni oggi disponibile rappresenta un’opportunità concreta per chi desidera migliorare la qualità del proprio immobile, aumentarne il valore o investire in nuove soluzioni abitative.

 

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Mercato Immobiliare 2026: ecco i fattori che influenzeranno la ripresa nei prossimi mesi

Il mercato immobiliare italiano mostra segnali di stabilizzazione dopo anni di oscillazioni, ma la ripresa strutturale non può ancora dirsi pienamente consolidata. Le compravendite sono in lieve aumento e alcuni segmenti mostrano dinamiche positive, ma il settore rimane fortemente condizionato da variabili economiche, fiscali e finanziarie che nei prossimi mesi giocheranno un ruolo decisivo.

 

1. Andamento dell’economia e inflazione

Il PIL italiano continua a crescere in modo moderato, ma l’incertezza macroeconomica e l’inflazione ancora elevata incidono sulla capacità di spesa delle famiglie. Una crescita economica lenta rallenta la domanda immobiliare, soprattutto per l’acquisto della prima casa.

 

2. Tassi di interesse e politiche delle banche

Dopo i forti rialzi degli anni precedenti, i tassi di interesse stanno gradualmente rientrando, rendendo i mutui più accessibili rispetto al 2023–2024. Tuttavia:

  • le banche mantengono criteri di valutazione molto rigidi

  • l’accesso al credito rimane selettivo

  • molte famiglie hanno ancora un livello di indebitamento elevato

La disponibilità di mutui e la politica creditizia degli istituti bancari saranno uno dei fattori più determinanti per la ripresa del settore.

 

3. Incentivi fiscali e bonus edilizi

Il mercato è influenzato anche dal quadro degli incentivi oggi disponibili:

  • Bonus Ristrutturazioni 50%

  • Ecobonus 50–65%

  • Sismabonus fino all’85%

  • Bonus Barriere Architettoniche 75%

  • Agevolazioni per acquisto immobili in classe A o B

Questi strumenti continuano a sostenere la domanda di ristrutturazioni e riqualificazioni, aumentando l’interesse verso immobili da rinnovare.

 

4. Prezzi degli immobili e domanda reale

I prezzi mostrano un andamento differenziato:

  • crescita nelle grandi città e nelle zone ad alta domanda

  • stabilità o calo nelle aree periferiche e nei piccoli comuni

La domanda è trainata soprattutto da giovani coppie, investitori e famiglie che cercano immobili più efficienti dal punto di vista energetico.

 

5. Mercato degli affitti e canone concordato

Il settore delle locazioni è in forte espansione:

  • aumento della domanda

  • carenza di immobili disponibili

  • incentivi fiscali per il canone concordato

Questo spinge molti investitori a orientarsi verso l’acquisto di immobili da mettere a reddito.

 

6. Incertezza normativa e fiscale

Uno dei principali fattori che frena la ripresa è l’incertezza legata:

  • alla fiscalità immobiliare

  • alle future modifiche dei bonus edilizi

  • alle politiche abitative del governo

La mancanza di stabilità normativa rallenta decisioni di acquisto e investimenti di medio-lungo periodo.

 

Conclusione

Nei prossimi mesi il mercato immobiliare italiano sarà influenzato soprattutto da:

  • andamento dell’economia

  • politiche creditizie delle banche

  • livello dei tassi di interesse

  • stabilità degli incentivi fiscali

  • dinamiche del mercato degli affitti

La ripresa è possibile, ma dipenderà dalla capacità del sistema economico e finanziario di sostenere famiglie e imprese, garantendo accesso al credito e un quadro normativo stabile.

 

Guida aggiornata 2026: come orientarsi nei contratti di locazione abitativa tra privati

Gestire un contratto di locazione abitativa può sembrare complesso, soprattutto a causa delle numerose norme fiscali e degli adempimenti richiesti. Per aiutare proprietari e inquilini a muoversi con sicurezza, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una guida aggiornata dedicata alle locazioni, con tutte le informazioni necessarie per registrare un contratto, scegliere il regime fiscale più conveniente e correggere eventuali errori.

Di seguito una sintesi chiara e aggiornata delle principali regole in vigore nel 2026.

 

1. Registrazione dei contratti: cosa bisogna fare oggi

Tutti i contratti di locazione abitativa devono essere registrati entro 30 giorni dalla data di stipula. La registrazione può essere effettuata:

  • online, tramite il servizio RLI web dell’Agenzia delle Entrate

  • tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF, professionista)

  • presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate (meno utilizzato, ma ancora possibile)

Il sistema RLI consente di:

  • registrare nuovi contratti

  • comunicare proroghe, risoluzioni e cessioni

  • esercitare o revocare la cedolare secca

  • pagare imposte di registro e bollo (se dovute)

 

2. Cedolare secca o regime ordinario: quale scegliere

Nel 2026 i proprietari possono scegliere tra:

Cedolare secca

  • Aliquota 21% per contratti a canone libero (4+4)

  • Aliquota 10% per contratti a canone concordato (3+2), studenti e transitori

  • Nessuna imposta di registro

  • Nessuna imposta di bollo

  • Nessun aggiornamento ISTAT del canone

È la scelta più conveniente nella maggior parte dei casi.

Regime ordinario

Si applicano:

  • imposta di registro (2% del canone annuo)

  • imposta di bollo

  • tassazione IRPEF progressiva sul reddito fondiario

È utile solo per chi ha redditi molto bassi o particolari detrazioni.

 

3. Detrazioni per gli inquilini nel 2026

Gli inquilini possono beneficiare di diverse detrazioni fiscali, tra cui:

  • Giovani 20–31 anni: detrazione fino a 2.000 € per affitto prima casa

  • Lavoratori dipendenti fuori sede: detrazione specifica per chi si trasferisce per motivi di lavoro

  • Studenti universitari fuori sede: detrazione del 19% sui canoni pagati

  • Contratti a canone concordato: detrazioni aggiuntive per redditi medio-bassi

  • Alloggi sociali: agevolazioni dedicate agli inquilini con redditi contenuti

Le detrazioni variano in base al reddito e alla tipologia di contratto.

 

4. Cosa succede se non si registra il contratto

La mancata registrazione comporta:

  • sanzioni amministrative

  • recupero delle imposte non versate

  • possibile nullità del contratto

  • rischio di canone rideterminato d’ufficio

Il proprietario può rimediare tramite ravvedimento operoso, pagando imposte e sanzioni ridotte in base al ritardo.

 

5. Come correggere errori o omissioni

Il sistema RLI permette di correggere:

  • errori di compilazione

  • proroghe non comunicate

  • opzioni cedolare secca non esercitate

  • importi versati in ritardo

Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare spontaneamente la posizione con sanzioni ridotte.

 

Conclusione

Nel 2026 la gestione dei contratti di locazione è più semplice rispetto al passato grazie ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, ma resta fondamentale conoscere le regole fiscali per evitare errori e sanzioni. Registrazione corretta, scelta del regime fiscale più conveniente e conoscenza delle detrazioni disponibili sono gli elementi chiave per affittare un immobile in modo sicuro e conforme alla normativa.

 

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Guida 2026 per chi decide di acquistare o vendere casa

Acquistare o vendere un immobile è un’operazione importante che richiede attenzione, conoscenza delle norme fiscali e consapevolezza dei passaggi necessari per evitare errori o sanzioni. Per aiutare cittadini e contribuenti, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione una guida aggiornata dedicata all’acquisto e alla vendita di immobili, con tutte le informazioni essenziali per affrontare ogni fase in modo corretto e sicuro.

La guida “Fisco e Casa: acquisto e vendita”, disponibile nella sezione Guide fiscali del sito dell’Agenzia delle Entrate, rappresenta un vero e proprio kit operativo che illustra procedure, imposte, agevolazioni e adempimenti necessari per chi intende comprare o vendere un’abitazione.

Di seguito una sintesi chiara e aggiornata dei contenuti principali.

 

1. Verifiche preliminari: controlli ipotecari e catastali

Prima di acquistare un immobile è fondamentale effettuare una visura ipotecaria e catastale per verificare:

  • eventuali ipoteche o pignoramenti

  • la regolarità catastale

  • la corrispondenza tra stato di fatto e planimetria

  • la titolarità del venditore

Questa fase è essenziale per evitare rischi e garantire una compravendita sicura.

 

2. Il contratto preliminare (compromesso)

Il preliminare è il documento che impegna le parti alla futura compravendita. Nella guida vengono spiegati:

  • contenuti obbligatori

  • caparra confirmatoria e acconti

  • obbligo di registrazione

  • imposte dovute

  • tutele per acquirente e venditore

È un passaggio chiave che definisce tempi, condizioni e garanzie.

 

3. Quanto costa acquistare casa: imposte e aliquote aggiornate

La guida illustra in modo dettagliato tutte le imposte dovute in caso di acquisto:

  • Imposta di registro

  • IVA (se si acquista da impresa costruttrice)

  • Imposta ipotecaria e catastale

  • Agevolazioni prima casa

  • Regole per acquisti da privati o da imprese

Sono presenti esempi pratici per calcolare correttamente i costi.

 

4. Agevolazioni “Prima Casa” 2026

Le agevolazioni prima casa restano uno dei punti più importanti per chi acquista. La guida aggiornata spiega:

  • requisiti dell’acquirente

  • requisiti dell’immobile

  • imposte ridotte

  • casi particolari (trasferimento, vendita entro 5 anni, riacquisto)

  • cosa succede in caso di decadenza

Le agevolazioni permettono un risparmio fiscale significativo.

 

5. Dopo l’acquisto: adempimenti e obblighi

Una volta acquistata la casa, il contribuente deve occuparsi di:

  • volture catastali

  • eventuali comunicazioni al Comune

  • aggiornamento residenza

  • gestione delle imposte annuali (IMU, TARI, ecc.)

  • eventuali lavori di ristrutturazione con accesso ai bonus edilizi

La guida fornisce un quadro completo degli adempimenti post-acquisto.

 

6. Vendere casa: cosa deve sapere il proprietario

Per chi decide di vendere, la guida illustra:

  • documentazione necessaria

  • conformità urbanistica e catastale

  • certificazioni obbligatorie (APE)

  • tassazione sulla plusvalenza

  • casi di esenzione

  • tempistiche e obblighi fiscali

Una sezione specifica è dedicata alla vendita entro 5 anni dall’acquisto e alle relative implicazioni fiscali.

 

Conclusione

La guida “Fisco e Casa: acquisto e vendita” rappresenta uno strumento completo e aggiornato per chiunque voglia affrontare una compravendita immobiliare in modo consapevole. Conoscere imposte, agevolazioni, procedure e adempimenti permette di evitare errori, risparmiare tempo e tutelare i propri interessi.

Fondo di Garanzia Prima Casa 2026: cosa prevede e a chi è rivolto

Il Fondo di Garanzia per la Prima Casa, gestito da Consap, è oggi uno degli strumenti più importanti per facilitare l’accesso al mutuo da parte di famiglie, giovani e categorie con difficoltà di credito. Nel 2026 il Fondo è stato rifinanziato e potenziato, diventando un supporto concreto per chi desidera acquistare la prima abitazione o effettuare interventi di ristrutturazione e miglioramento energetico.

Che cos’è il Fondo di Garanzia Prima Casa

Il Fondo offre una garanzia statale fino all’80% della quota capitale del mutuo, permettendo alle banche di concedere finanziamenti anche a soggetti con redditi medio-bassi o con contratti di lavoro non standard.

È valido per:

  • acquisto della prima casa

  • acquisto + ristrutturazione

  • ristrutturazione con miglioramento energetico

La garanzia statale riduce il rischio per la banca e facilita l’ottenimento del mutuo.

 

A chi è rivolto il Fondo nel 2026

Il Fondo è aperto a tutti, ma alcune categorie hanno priorità di accesso e possono ottenere la garanzia massima dell’80%:

Categorie prioritarie

  • Giovani under 36

  • Giovani coppie (anche non sposate)

  • Famiglie monogenitoriali con figli minori

  • Conduttori di alloggi sociali o ERP

  • Lavoratori con contratti atipici o discontinui

  • Nuclei con ISEE fino a 40.000 €

Per queste categorie, le banche devono applicare tassi calmierati, secondo i limiti stabiliti dal MEF.

 

Requisiti principali per accedere al Fondo

Per ottenere la garanzia Consap, nel 2026 occorre rispettare alcune condizioni:

  • Il mutuo non deve superare 250.000 €

  • L’immobile deve essere destinato a prima casa

  • Il richiedente non deve essere proprietario di altri immobili (salvo casi particolari: eredità, quote minime, immobili in uso gratuito a genitori/figli)

  • L’immobile non deve appartenere alle categorie catastali A1, A8, A9

  • L’acquirente deve avere residenza o impegnarsi a trasferirla nell’immobile acquistato

 

Come funziona la procedura

1. Presentazione della domanda

La richiesta non si fa dal cittadino, ma direttamente dalla banca al momento della domanda di mutuo.

2. Istruttoria Consap

Consap verifica:

  • requisiti del richiedente

  • correttezza della documentazione

  • rispetto delle priorità

  • conformità dell’immobile

3. Concessione della garanzia

Se la domanda è accolta, Consap garantisce fino all’80% della quota capitale del mutuo.

4. Erogazione del mutuo

La banca, avendo una garanzia statale, può concedere il finanziamento con maggiore facilità e tassi più favorevoli.

 

Vantaggi principali del Fondo nel 2026

  • Accesso al mutuo anche senza grandi garanzie personali

  • Tassi calmierati per le categorie prioritarie

  • Garanzia statale fino all’80%

  • Possibilità di finanziare anche ristrutturazioni

  • Nessun costo aggiuntivo per il richiedente

È uno degli strumenti più efficaci oggi disponibili per chi vuole acquistare la prima casa.

 

Termoregolazione e contabilizzazione del calore: cosa prevedono oggi le norme e come funzionano

La termoregolazione e la contabilizzazione del calore rappresentano oggi uno degli strumenti più importanti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici dotati di impianto di riscaldamento centralizzato. Dopo l’obbligo introdotto dalla Direttiva Europea 2012/27/UE e recepito in Italia con il D.Lgs. 102/2014, questi sistemi sono ormai standard obbligatorio in tutti i condomìni e negli edifici con impianto centralizzato.

Nel 2026, oltre a essere un requisito normativo, la contabilizzazione del calore è diventata un elemento fondamentale per ridurre i consumi, ottimizzare la gestione dell’impianto e garantire una ripartizione equa delle spese.

 

Cosa sono la termoregolazione e la contabilizzazione del calore

Termoregolazione

Consiste nell’installazione di valvole termostatiche sui radiatori, che permettono a ogni utente di:

  • regolare la temperatura di ogni ambiente

  • programmare orari di accensione e spegnimento

  • ridurre gli sprechi

  • migliorare il comfort abitativo

È come avere un termostato autonomo per ogni stanza, anche se l’impianto è centralizzato.

Contabilizzazione del calore

Consiste nell’installazione di contatori di calore o ripartitori che misurano:

  • il consumo effettivo di ogni appartamento

  • la quota di energia realmente utilizzata

  • la ripartizione precisa delle spese

In questo modo ogni condòmino paga solo ciò che consuma, con una parte fissa per coprire le dispersioni e i costi generali dell’impianto.

 

Cosa prevede oggi la normativa (2026)

La normativa italiana, aggiornata alle direttive europee sull’efficienza energetica, prevede che:

  • tutti gli edifici con impianto centralizzato devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione

  • la ripartizione delle spese deve seguire la norma UNI 10200, che stabilisce criteri equi e trasparenti

  • la quota variabile (consumi) e la quota fissa (dispersioni e costi generali) devono essere calcolate secondo parametri tecnici certificati

  • gli impianti devono essere periodicamente verificati e bilanciati per garantire efficienza e corretto funzionamento

La mancata installazione o il mancato adeguamento può comportare sanzioni amministrative.

 

Perché è un vantaggio per i condomìni

Oltre all’obbligo normativo, la contabilizzazione del calore porta benefici concreti:

  • risparmio energetico fino al 20–30%

  • maggiore controllo dei consumi

  • riduzione degli sprechi

  • equità nella ripartizione delle spese

  • miglioramento dell’efficienza dell’impianto

  • possibilità di accedere a bonus e detrazioni fiscali

La termoregolazione permette inoltre di ridurre l’attività della caldaia, con un ulteriore risparmio sui costi di gestione.

 

Tecnologie moderne (2026)

Oggi i sistemi più diffusi includono:

  • valvole termostatiche digitali e smart

  • ripartitori elettronici di ultima generazione

  • contatori di calore con lettura da remoto

  • sistemi di monitoraggio tramite app

  • integrazione con domotica e smart home

Questi strumenti permettono di controllare i consumi in tempo reale e ottimizzare ulteriormente la gestione del riscaldamento.

 

Conclusione

La termoregolazione e la contabilizzazione del calore non sono solo un obbligo di legge, ma una vera opportunità per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i consumi e garantire una ripartizione equa delle spese condominiali. Nel 2026, grazie alle nuove tecnologie e ai sistemi di controllo avanzati, questi strumenti sono diventati ancora più precisi, convenienti e facili da utilizzare.

 

 

Quando è possibile usufruire del Bonus Fiscale per gli interventi di recupero edilizio (Aggiornamento 2026)

Le agevolazioni fiscali per gli interventi di recupero edilizio continuano a rappresentare uno degli strumenti più importanti per incentivare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. Nel 2026 il Bonus Ristrutturazioni 50% rimane attivo e consente di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute per lavori di manutenzione, ristrutturazione e miglioramento degli edifici.

Ma quando è possibile usufruire realmente della detrazione? E quali interventi rientrano nel beneficio? Ecco un quadro aggiornato e chiaro.

 

1. Interventi ammessi: manutenzione ordinaria e straordinaria

Sulle parti private

Sulle singole unità immobiliari la manutenzione ordinaria NON dà diritto alla detrazione. Sono esclusi, ad esempio:

  • tinteggiatura interna

  • rifacimento intonaci interni

  • sostituzione pavimenti

  • sostituzione infissi interni

  • riparazioni di piccola entità

Questi interventi diventano detraibili solo se inseriti in un’opera più ampia di manutenzione straordinaria, come:

  • demolizione e ricostruzione di tramezzi

  • spostamento di servizi

  • rifacimento completo di impianti

  • redistribuzione degli spazi

In questo caso l’intero intervento rientra nel Bonus Ristrutturazioni.

 

Sulle parti comuni condominiali

Sulle parti comuni degli edifici la manutenzione ordinaria è sempre detraibile.

Sono considerate parti comuni (art. 1117 c.c.):

  • suolo e fondazioni

  • muri maestri

  • tetti e lastrici solari

  • scale, portoni, androni, cortili

  • locali portineria

  • ascensori

  • fognature, pozzi, cisterne

  • impianti comuni

Esempi di interventi ordinari detraibili sulle parti comuni:

  • rifacimento intonaci esterni

  • tinteggiatura scale e androni

  • impermeabilizzazione tetti e terrazze

  • sostituzione infissi condominiali

  • manutenzione impianti comuni

In questi casi la detrazione spetta a ciascun condomino in base ai millesimi.

 

2. Quando la manutenzione ordinaria diventa detraibile anche nelle parti private

La normativa attuale chiarisce che se interventi ordinari (intonaci, pavimenti, tinteggiature, ecc.) sono parte integrante di un intervento più ampio, allora l’intero lavoro è detraibile.

Esempio pratico:

  • rifacimento intonaco interno → non detraibile

  • rifacimento intonaco interno + rifacimento impianto elettrico + demolizione tramezzi → tutto detraibile

Il criterio è: se l’intervento modifica l’organismo edilizio, allora rientra nel bonus.

 

3. Altri interventi ammessi nel 2026

Il Bonus Ristrutturazioni 50% copre anche:

  • rifacimento bagni

  • rifacimento impianti (elettrico, idrico, gas)

  • sostituzione infissi esterni

  • opere per eliminazione barriere architettoniche

  • interventi antisismici minori

  • installazione di sistemi di sicurezza (allarmi, grate, porte blindate)

  • installazione di pompe di calore e climatizzatori

  • interventi su balconi e terrazzi

 

4. Documenti necessari per ottenere la detrazione

Per usufruire del bonus è necessario:

  • pagare con bonifico parlante

  • conservare fatture e ricevute

  • conservare eventuali titoli edilizi (CILA, SCIA, Permesso)

  • conservare delibere condominiali (se parti comuni)

  • indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi

 

Conclusione

Nel 2026 il Bonus Ristrutturazioni 50% resta uno strumento fondamentale per chi vuole migliorare la propria abitazione o le parti comuni condominiali. La regola chiave è semplice:

  • manutenzione ordinaria → detraibile solo sulle parti comuni

  • manutenzione straordinaria → detraibile anche sulle parti private

  • interventi ordinari inseriti in opere più ampie → detraibili

Conoscere questi criteri permette di evitare errori e sfruttare al meglio le agevolazioni fiscali disponibili.

 

 

IMU e TARI 2026: il calendario aggiornato dei tributi sulla casa

Negli ultimi anni il sistema dei tributi locali sugli immobili è stato semplificato, ma restano alcune scadenze e regole che i proprietari devono conoscere per evitare errori e ritardi nei pagamenti. Dal 2020 la TASI è stata abolita e inglobata nell’IMU, mentre la TARI continua a essere gestita dai Comuni con regolamenti propri.

Ecco il quadro aggiornato al 2026.

 

1. IMU 2026: scadenze e regole

L’IMU oggi si applica su:

  • seconde case

  • immobili diversi dall’abitazione principale

  • immobili di lusso (A1, A8, A9) anche se prima casa

  • aree edificabili

  • immobili strumentali

Scadenze IMU 2026

  • 16 giugno → acconto

  • 16 dicembre → saldo

I Comuni devono approvare aliquote e regolamenti entro il 30 giugno e pubblicarli sul portale del MEF entro il 14 ottobre. Se il Comune non pubblica le aliquote, si applicano quelle dell’anno precedente.

 

2. TARI 2026: tassa rifiuti

La TARI finanzia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ogni Comune stabilisce:

  • tariffe

  • scadenze

  • modalità di pagamento

Generalmente le scadenze sono:

  • due rate semestrali oppure

  • tre/quattro rate stabilite dal Comune

La TARI non ha un calendario nazionale fisso: ogni Comune invia l’avviso con importi e scadenze.

 

3. TASI: abolita dal 2020

La TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili) non esiste più. È stata assorbita nell’IMU, semplificando il sistema e riducendo la confusione che negli anni precedenti aveva creato enormi difficoltà ai contribuenti.

Oggi:

  • non si paga più la TASI

  • i servizi indivisibili sono finanziati tramite l’IMU

  • non esistono più aliquote separate o scadenze aggiuntive

 

4. Perché oggi il calendario è più stabile

Rispetto al passato, quando IMU, TASI e TARI avevano scadenze variabili e pubblicazioni tardive, nel 2026 la situazione è più chiara:

  • IMU → due scadenze fisse (giugno e dicembre)

  • TARI → scadenze comunali ma comunicate con avviso ufficiale

  • TASI → abolita

Questo permette ai contribuenti di programmare meglio i pagamenti e riduce il rischio di errori.

 

Conclusione

Nel 2026 il sistema dei tributi immobiliari è più semplice rispetto al passato, ma resta fondamentale conoscere:

  • le scadenze IMU

  • le modalità di pagamento TARI

  • le aliquote pubblicate dal Comune

  • le eventuali agevolazioni (esenzioni, riduzioni, immobili inagibili, comodati, ecc.)

Una corretta informazione evita sanzioni e consente di gestire in modo più efficiente le proprie proprietà immobiliari.

 

 

 

Gli articoli sopra riportati sono tratti dal sito idealista.it