Ho già l'impianto di telecamere":                  Perché rischi il penale se manca l'autorizzazione

 

La risposta più comune che sentiamo dai commercianti è: "Grazie, ma io l'impianto di videosorveglianza ce l'ho già, me lo ha montato l'elettricista".

 

Questo è il più grave e diffuso errore di valutazione. Avere un impianto già installato e funzionante con dipendenti, ma privo del decreto di autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro, non significa essere protetti, significa essere nell'illegalità.

 

Lo Studio Tecnico GTStudioRossi ha creato questo focus per fare chiarezza e spiegare ai titolari di attività perché un impianto "fai-da-te" o non autorizzato è una bomba a orologeria per l'azienda.

 

L'errore del cartello: Il "Fai-da-te" non ti tutela dalle sanzioni

 

Molti imprenditori sono convinti che basti applicare il classico cartello giallo "Area Videosorvegliata" per essere in totale regola con la Privacy e con la legge. Purtroppo non è così. Il cartello è solo l'ultimo degli adempimenti informativi e serve a tutelare i clienti esterni.

Verso i tuoi dipendenti (o collaboratori, apprendisti e coadiutori familiari), la legge nazionale – attraverso l'Articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori – impone una tutela radicalmente diversa: il divieto assoluto di controllo a distanza non concordato. Il reato scatta nel momento esatto in cui le telecamere vengono accese senza il decreto ufficiale dell'ente ministeriale. Non importa chi ha fisicamente montato l'hardware, importa solo se la pratica è stata approvata dall'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

 

Il vero danno economico: I video non valgono nulla in Tribunale

 

Oltre alla pesante contravvenzione penale in caso di controllo ispettivo da parte di ASL, Ispettorato o Guardia di Finanza, c'è un danno operativo ed economico enorme che i commercianti scoprono sempre troppo tardi.

Se subisci un furto, un atto vandalico, o se purtroppo scopri un ammanco di cassa continuativo causato da un dipendente infedele, la prima azione logica è guardare i filmati registrati per sporgere denuncia o procedere a un licenziamento per giusta causa.

 

Se l'impianto non è legalmente autorizzato, quei video non hanno alcun valore legale. Il giudice del lavoro o il tribunale penale respingeranno la prova perché acquisita tramite un impianto abusivo. Risultato? Non potrai licenziare il dipendente, non potrai rivalerti sul danno subito e rischierai persino una contro-denuncia per violazione della sua sfera privata. Il tuo investimento nella sicurezza diventa del tutto inutile nel momento del bisogno.

 

Come lo Studio Rossi Regolarizza un Impianto Esistente

Se il tuo impianto è già attivo e funzionante, non occorre smontarlo o sostituirlo, ma è fondamentale sanare la tua posizione amministrativa al più presto prima che si verifichi un controllo sul campo.

Lo Studio Tecnico del Geom. Gennaro Rossi esegue un protocollo di check control completo sulla tua struttura:

  1. Analisi e Audit del posizionamento attuale di ogni singola telecamera e del videoregistratore (DVR/NVR).

  2. Redazione della planimetria geometrica con i coni di visione, ottimizzando se necessario l'orientamento degli obiettivi per escludere il controllo stabile della postazione del lavoratore.

  3. Predisposizione dell'istanza di regolarizzazione e gestione dell'intera istruttoria telematica fino al rilascio del decreto ministeriale.

 

Mettersi in regola significa proteggere davvero il patrimonio aziendale e poter utilizzare i video legalmente in caso di necessità, azzerando ogni rischio peritale e penale.

 

[Il tuo impianto deve avere l'autorizzazione

- Richiedi un controllo di conformità allo Studio ➔]